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5 MOTIVI PER CUI IL MONDO DELLA MUSICA DOVREBBE RINGRAZIARE GINO STRADA


A circa una settimana dalla sua scomparsa, ci sentiamo in dovere di omaggiare anche noi Gino Strada: senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Egli. E a conoscerlo meglio si vedeva che sapeva sognare, divertirsi, inventare mille cose... sono migliaia i motivi per cui l'intera umanità abbia un debito incolmabile nei confronti del medico-chirurgo. Persino il mondo della musica deve molto al fondatore di "Emergency", difatti, non molti sanno che Gino Strada è stato promotore/ispiratore di alcuni dei successi della musica italiana e internazionale.





1- IL MIO NOME E' MAI PIU' . JOVANOTTI, LIGABUE E PIERO PELU'


Era il 1999, uscì una canzone che fu un’esplosione di buone intenzioni e il tutto per una giusta causa. Con le sue oltre trecentocinquantamila copie vendute, fu il singolo più venduto in Italia per quell'annata. La canzone servì per raccogliere fondi da destinare alle attività di Emergency in favore delle vittime di guerra e supportare le campagne dell’associazione in Afghanistan, Cambogia, Sierra Leone e nei paesi dell’ex Jugoslavia. Per il pezzo, il cantautore di “Certe notti” e Jovanotti hanno registrato assieme la loro parte vocale come un vero e proprio duetto presso lo Zoo-Studio di Correggio. La voce del leader dei Litfiba, invece, è stata registrata successivamente all’Hyper di Firenze e poi sovrapposta in studio.





2- LA STORIA - AFRICA UNITE PER EMERGENCY


Afghanistan, 2003, esce "La Storia degli Africa Unite", il cui videoclip denunciava le atrocità della guerra in corso. Ogni parola del testo era un proiettile, anzi, una scheggia di una mina che mi si era conficcata nella carne della mia coscienza sociale e senza alcuna possibilità di rimuoverla. Gino Strada era un uomo, un pacifista e soprattutto un medico chirurgo abituato a sentire il suono delle bombe, che non disdegnava però la buona musica




3- PAPPAGALLI VERDI. PIERO PELU' FEAT. GINO STRADA


In seguito al grande successo ottenuto da “Il mio nome è mai più”, a un anno di distanza dal terzo album solita del leader dei Litfiba, viene pubblicato il disco “U.D.S. - L'uomo della strada” del 2002 contenente - tra le altre cose - il brano “Pappagalli verdi”, con il testo scritto da Gino Strada, così venivano chiamate le PFM-1 mine antiuomo prodotte in Russia- fabbricati poi in Italia.

Gino Strada amava la musica e ancor di più il silenzio. Appariva solo quando era il momento di prendere una posizione e di far sentire la sua voce, figlia di tutti quelle voci che senza di lui sarebbero rimaste inascoltate.




4- PINK FLOYD, LIVE DI VENEZIA 2006


Nonostante a Gino fossero familiari i suoni delle bombe, sapeva come rimediare e cambiare “musica” alle sue giornate scandite dalle ripetitive deflagrazioni. A Baghdad, in vista delle imminenti esplosioni si rivolse alla sua equipe dicendo loro: “Quando iniziano le esplosioni, nastro adesivo alle finestre e musica dei Pink Floyd”. La risposta della band britannica non si fece attendere, difatti David Gilmour, frontman del gruppo, destinò parte dei proventi dei due concerti veneziani -11 e 12 agosto 2006 ad Emergency, ringraziando pubblicamente il medico per quello che stava facendo con la sua organizzazione umanitaria.



5- UN MEDICO, FABRIZIO DE' ANDRE'


Maggio 2005, In casa di comuni amici, Gino Strada dialoga con la comunità italiana nella capitale degli Stati Uniti, diplomatici, funzionari, lobbisti, giornalisti. Strada allora era già un personaggio, ma non così conosciuto come sarebbe divenuto di lì a poco. L’incontro con la comunità italiana sarebbe dovuto fungere come una sorta raccolta fondi, ma per molti dei presenti si trasformò nell’occasione per conoscere un uomo il quale scopo era quello di “curare le ferite e le vittime di tutte le guerre”. Quel medico idealista ma concreto, che da bambino voleva curare i ciliegi “perché rossi di frutti li credevo feriti”, così deciso a intraprendere una strada apparentemente ostinata e contraria, a volte considerata addirittura “cattiva”.

Gino è stato un medico chirurgo che fino all’ultimo ha suonato la compassione, la dignità e la cura, riunendole sotto quel suo meraviglioso spartito intitolato “Umanità”. Sappiamo che la canzone qui presente non è stata scritta propriamente in onore del medico di Emergency, ma è indubbio come quest'ultimo rispecchi a pieno gli ideali contenuti nel singolo.





Gino Strada, come i grandi artisti ha tracciato un solco nella solidarietà delle tanto vituperate Ong, che ora non dobbiamo abbandonare. Basterebbe un briciolo di bontà, immotivata e incondizionata, in più. Sarebbe di certo alquanto gratificante, come quando premiamo play su quella canzone che tanto adoriamo ascoltare quando restiamo soli o come leggere tutti quegli attestati di stima rivolti ad un Uomo -nell’accezione più nobile che possa avere questo termine- che ha cambiato la “musica” della solidarietà e del sociale.

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