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9 COVER CHE NON SAPEVI FOSSERO TALI.

A cura di Riccardo Soldati.


“La mia canzone preferita di Rino Gaetano è A Mano A Mano”. Se anche te come me rabbrividisci nel sentirti dire questa frase, capirai cosa mi ha spinto a scrivere quest’articolo; se invece anche te hai pronunciato in passato questa frase, oppure non ci hai trovato nulla di errato nel leggerla, questo è l’articolo adatto a te.

Da decenni nella musica le cover vengono utilizzate dagli artisti per rendere omaggio ai propri colleghi arrangiandole secondo le proprie capacità e stili. Ultimo in ordine cronologico Tiziano Ferro, che nel sul ultimo album ha inserito cover di Francesco De Gregori, Franco Califano, Massimo Ranieri e tanti altri. Capita a volte però che queste cover per un insieme di elementi per lo più imprevedibili riscuotano più successo e fortuna rispetto le versioni originali, diventando nell’immaginario popolari opere d’arte di quegli artisti che in realtà volevano solo rendere omaggio ad un proprio collega. Quest’articolo serve proprio per sfatare questi falsi storici attraverso 9 cover che non tutti sanno essere delle cover. Buona lettura.



1- RINO GAETANO – A MANO A MANO (1981)

Galeotto fu il Q Concert del 1981, progetto ideato dalla RCA Italiana per riunire alcuni suoi artisti sullo stesso palco e a volte facendogli anche scambiare tra di loro le canzoni. Fu così che Riccardo Cocciante si ritrovò a cantare Aida ma soprattutto Rino Gaetano a cantare A mano a mano, canzone di Riccardo Cocciante del 1978 scritta insieme a Marco Luberti e contenuta nell’album Riccardo Cocciante. Nell’EP pubblicato a seguito del concerto sarà presente la registrazione live di quella che entrerà nella storia come la più famosa cover che (forse) non sai essere una cover.



2- ANTONELLO VENDITTI – ALTA MAREA (1995)

Il fatto che nel 2021 sia ancora una presenza fissa nei concerti del cantautore Romano la dice lunga sull’importanza del brano nella sua discografia. Testo nato durante un viaggio di ritorno in macchina dal Monte Argentario, la musica è ispirata da Don't Dream It's Over dei Crowded House. Il brano del gruppo americano inciso nel 1986 non superò la sessantasettesima posizione in italia ma trovarono comunque il modo, grazie ad Antonello Venditti, di scrivere una pagina nella storia della musica italiana. Nel video ufficiale interpretato da Antonello Venditti su regia di Stefano Salvati compare anche una sedicenne Angelina Jolie.

3- VASCO ROSSI – LA COMPAGNIA

Brano tornato alla ribalta nel 2008 grazie a Vasco Rossi che lo inserì nel suo album Il Mondo che vorrei, trovò il suo successo nel 1976 grazie alla versione cantata da Lucio Battisti. Nonostante ciò, il brano scritto da Mogol e da Carlo Donida fu inciso per la prima volta nel 1969 da Marisa Sannia. Le cover negli anni furono numerose; oltre a Battisti, si aggiunsero anche Coro degli Angeli, Tazenda e Mina. Loredana Bertè, invece, ne cantò una sua versione in TV senza mai inciderla.

4- LAURA PAUSINI – IO CANTO (2006) Nel 2006 Laura Pausini pubblicò Io Canto, un album di cover contenente tra le altre Non me lo so spiegare, Destinazione Paradiso e Il Canto Libero. Ma ieri come oggi il brano che riscosse maggior successo dell’album fu Io Canto, cover del brano di Riccardo Cocciante contenuta nell’album del 1979 …E io canto. Il brano scritto a quattro mani da Marco Ruberti e dal cantante nato a Saigon, fu inciso da quest’ultimo anche in lingua spagnola, francese e inglese.

5- ERIC CLAPTON – COCAINE (1977) Probabilmente una delle più popolari canzoni di Eric Clapton tanto che per All Music Guide “Cocaine va annoverata tra le sue migliori produzioni”. Il considerarla erroneamente una canzone a favore della cocaina (If you wanna get down, down on the ground, cocaine) cammina di pari passo con l’errore di non riconoscerne la paternità a J.J. Cale, artista statunitense che la incise nel 1976 nel suo album Troubadour.

6- WHITNEY HOUSTON – I WILL ALWAYS LOVE YOU Vabbè, la conosciamo tutti e a tutti è partito nella mente il ritornello non appena letto il titolo. Canzone utilizzata come colonna sonora del film Guardia del corpo del 1992, leggenda narra che fu proprio l’attore protagonista Kevin Costner a suggerire a Whitney Houston di reincidere la versione originale del 1974 cantata da Dolly Parton convinto che il suo timbro di voce avrebbe valorizzato la vecchia versione. Scommessa vincente, in quanto il singolo con 16 milioni di copie risulta il più venduto nella storia da un artista femminile: Kevin dacci le quote!

7- VASCO ROSSI – GLI SPARI SOPRA Oltre un milione di copie vendute dall’album che prende il nome da una cover degli An Emotional Fish presente nell’omonimo album del 1990. Nel brano originale il ritornello recita This party's over, che è stato trasformato in Gli spari sopra, vocalmente simile. Il gruppo vanta 5 album (3 in studio, 2 live) e risultano ancora in attività nonostante l’ultima fatica discografia sia del 1994.


8- JEFF BUCKLEY – HALLELUJAH (1984)

Nel 1997, a soli 30 anni, Jeff Buckley morì annegato nel Wolf River di Memphis lasciando al mondo il suo primo e di fatto ultimo album del 1994, Grace. Con più di due milioni di copie vendute tra Europa e Stati Uniti l’album rimane un culto tra i collezionisti di vinili. La canzone con maggior successo (dato supportato anche dagli oltre 250 milioni di ascolti su Spotify) rimane l’intensa Hallelujah, cover dell’originale versione di Leonard Cohen contenuta nell’album Various Positions del 1984. L’album inizialmente ebbe poco successo, obiettivo che raggiunse in seguito grazie alle innumerevoli cover che si susseguirono di Hallelujah.


NEGRAMARO – MERAVIGLIOSO (2009)


Prima posizione nella classifica stilata dalla FIMI e nono posto nei brani più venduti in Italia nel 2009 per questo successo storico dei Negramaro. La versione originale di Domenico Modugno del 1968, invece, non ebbe molto successo e rimase nelle posizioni basse della classifica non risultando neanche presente nei primi cento 45 giri più venduti dell'anno e venendo scartata dal Festival di Sanremo dello stesso anno. Attualmente, tuttavia, la canzone risulta la più conosciuta dell’artista di Polignano a Mare dopo l’inarrivabile Volare.




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