Cerca
  • World.music_official

FUORI IL NUOVO, TOCCANTE, ALBUM DI FIORELLA MANNOIA “Padroni di niente”



E’ uscito il 6 novembre il nuovo album di Fiorella Mannoia, “PADRONI DI NIENTE” anticipato in radio dal singolo “Chissà da dove arriva una canzone”. Un album figlio di un periodo storico preciso, ricco di pensieri scaturiti da un evento eccezionale, da qualcosa che non ci era mai successo, da una vita che non avevamo mai vissuto e mai immaginato di vivere. Un disco che racconta proprio le riflessioni nate nelle difficili settimane della primavera 2020, riflessioni che ciascuno può riconoscere come proprie, emerse in quei “giorni chiusi”, per citare la canzone di Ultimo che ha anticipato l’uscita dell’album, sperando che abbiano presto “un prato per volare fuori”.

A proposito di questo, la stessa Fiorella Mannoia ha dichiarato : “Questo album è stato concepito durante il primo lockdown. In quel momento i nostri pensieri andavano alti, ci siamo tutti interrogati sul senso della vita, c’è chi addirittura parlava di un nuovo umanesimo. La natura in quel periodo ha ripreso i propri spazi e noi siamo tornati i padroni di niente”.

Padroni di niente è composto da otto brani, ma – ad ascoltarlo tutto d’un fiato – si ha l’impressione che sia una canzone soltanto, lunga e ondeggiante, severa e destabilizzante, accogliente e sincera. Non ci sono artifici né compromessi, il racconto è lucido e mai edulcorato: è lo specchio di un presente disarmante, a volte sfiancante, di certo imprevisto e non rintracciabile nella memoria che ognuno conserva.

“Padroni di Niente” è un lavoro collettivo, che vede la partecipazione di molti tra i migliori parolieri Italiani : Amara, già autrice di Che sia benedetta, brano che si è classificato al secondo posto a Sanremo 2017, Ultimo, che firma il singolo attualmente in rotazione radiofonica Da dove arriva una canzone, Simone Cristicchi, autore de La gente parla, Bungaro e Cesare Chiodo, al servizio di Fiorella nella composizione di due brani, la giovane Olivia XX, al secolo Arianna Silvestri, con cui la Mannoia duetta in Solo una figlia. Al disco hanno preso parte, poi, Enrico Lotterini, Fabio Capezzone, Edoardo Galletti, Carlo Di Francesco e la stessa Fiorella Mannoia, che ha firmato due canzoni.

A completare il significa del disco ci pensa la copertina, ispirata al quadro Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, che ritrae un viandante, in questo caso Fiorella Mannoia, mentre osserva la propria società, ci si riflette e ferma il presente, facendone un racconto lucido, diretto, potente.

Stavolta la sfida era difficile: trasformare in bellezza un periodo ruvido, un’umanità sfregiata, un sentimento ferito, un imprevisto che ha scoperchiato rabbia e fragilità. Eppure Padroni di niente è riuscito nel suo intento, perché è un disco che non punta il dito, ma smuove le coscienze; interroga, accoglie, alza la voce, si commuove e conserva intatta una speranza testarda, quella che ci ricorda che «la vita è un valore».




4 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti