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FUORI IL SINGOLO D’ESORDIO, “HIGEKI TO KOUUN NO HANA”, DELLA GIOVANE ARTISTA ITALIANA SHOUJY



Una voce soave e melodiosa, uno stile unico e naturalmente un talento indiscusso: fuori su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Shoujy, vocalist italiana, dotata di una profonda ammirazione verso la cultura nipponica, tanto da decidere, con il singolo d’esordio “Higeki to kouun no hana”, di intraprendere la propria carriera artistica cantando in giapponese.


Quando noi Italiani pensiamo alla tradizione musicale giapponese, la prima cosa che ci balza alla mente sono certamente le immortali sigle dei vari cartoni animati (gli anime per intenderci), interpretate e riadattate dalle splendide voci di Giorgio Vanni e Cristina D’Avena, brani che hanno segnato in linea di massima l’infanzia di tutti noi, tuttavia per quanto riguarda il reale panorama musicale giapponese a primo impatto non sono molti i nomi che immediatamente ci vengono in mente, difatti, differentemente per quanto accaduto con i loro cugini Coreani, sono ben poche le band di origine nipponica che sono riuscite a raggiungere con i propri lavori la penisola Italica.


Abbiamo dunque chiesto alla giovane artista Shoujy di rispondere ad alcune delle nostre curiosità, riguardanti sia il motivo che l’ha spinta ad approfondire un genere così distante dalla tradizione italiana, e sia naturalmente per quanto riguarda il suo singolo d’esordio, Higeki to kouun no hana , brano dal sound spaziale, capace di emozionare e far immedesimare il proprio auditorio all’interno dell’incredibile mondo di Shoujy.





-per prima cosa ti chiederei di presentarti in poche parole ai nostri lettori? Chi è Shoujy?


"Ciao a tutti i lettori, sono Rossella in arte Shoujy, vocalist italiana specializzata a cantare in giapponese."


-venendo ora al tuo nuovo singolo, la prima cosa che non posso fare a meno di chiederti è perché la scelta di cantare in Giapponese? Semplice ammirazione per la cultura asiatica o c'è qualcosa di più?


"Come magari accade per molti, il primo approccio con il mondo del Giappone avviene attraverso gli anime, lo stesso è stato per me, durante la visione di serie come Piccoli Problemi di cuore, Dragon Ball, Kenshiro e tanti altri, ho scoperto anche il meraviglioso mondo dei manga; tale novità è stata per me come una scintilla, poiché allora trovai incredibile l'esistenza della versione cartacea di un qualcosa che mi appassionava in tv.

In Italia conosciamo in particolar modo le sigle italiane degli anime interpretate da voci come Giorgio Vanni e Cristina D'Avena, tuttavia non molti sanno dell’esistenza di sigle originali (in giapponese), e tramite emittenti come MTV ho avuto modo di ascoltare le prime opening ed ending (sigle di apertura e chiusura dei vari anime), dopodiché mi sono voluta informare maggiormente attraverso internet rigurdo questo straordinario mondo.

A furia di guardare anime in lingua originale sottotitolati in italiano, appresi bene o male la fonetica delle parole giapponesi e lì per lì pensai di postare la mia prima cover su youtube: "Zankoku Na Tenshi no TE-ZE" la opening di Neon Gensis Evangelion e la cosa mi entusiasmò parecchio.

Oltre a questo iniziai a frequentare assiduamente le fiere del fumetto, fino a quando nel 2016 una mia amica cosplayer mi informò di un contest canoro in collaborazione con Animeclick.it e l'associazione Ochaffè ovvero "Idolm@aster", dove era possibile gareggiare con brani in giapponese. Ero abbastanza titubante ma vi partecipai e vinsi.

Questo, per me, è stato il trampolino di lancio che ha fatto partire la mia carriera di interprete di sigle anime in giro per l'Italia, ho avuto l'onore di essere stata ospite numerose volte al Napoli Comicon, Etna Comics, Lucca Comics ecc… esibendomi in veri e propri concerti dal vivo, dedicati alle anisong, così facendo mi sono ritrovata, nel giro di qualche tempo, ad un importante evento e-sports: il "The Colosseum", tenutosi a Roma, in cui ho avuto l’onore di essere l'artista ufficiale della tappa italiana/mondiale del torneo del gioco "Dragon Ball Fighterz", di conseguenza cantare in giapponese è diventata parte integrante della mia vita.

Nel frattempo però mi sono appassionata non solo alle sigle, ma soprattutto alla musica giapponese in generale, quindi non per forza rilegata all'animazione, ma interessandomi agli artisti del Sol Levante a 360°, ciò ha determinato la scelta di intraprendere un percorso solistico dedicato a brani originali in questa lingua, rispettando i canoni tecnici ed aggiungendoci sempre qualcosa di mio."


- Al di là della lingua, qual è il significato che si cela dietro il testo di "Higeki to kouun no hana" ?


"Il mio primo singolo "Higeki To Kouun No Hana" è autobiografico e la sua traduzione è "Il Fiore della Tragedia e della Buona Sorte".

Parla della dualità, un dialogo tra me e una rosa, la Rosa rappresenta il lato positivo di me stessa, mentre io, in carne ed ossa, rappresento il lato negativo, in cui espongo la mia visione del mondo che mi circonda e del mio stato d'animo, l'intera traduzione è possibile visionarla attraverso il mio videoclip musicale presente sul canale youtube "Shoujy".


- il brano, nonostante in lingua Giapponese, presenta nel sound influenze proveniente dall'classic Rock inglese, sei d'accordo nel definire la tua musica come frutto dell'incontro di culture differenti?


"La stessa musica giapponese, che viene identificata come J-Music si dirama in J-Pop, J-Rock e Visual kei, è frutto di influenze prese dall'occidente, ma a livello di composizione ed arrangiamento, presentano palesemente delle differenze, in parole povere si prende sempre un minimo di spunto da qualcosa in qualsiasi campo ma è il come viene proposto che determina lo stile.

Il genere del singolo è il Visual Kei, una corrente musicale-estetica che parte dalla seconda metà degli anni 80, la quale presenta influenze provenienti dall'hair metal, hard rock e post-punk, e che nel corso del tempo ha avuto diversi sviluppi, tant’è che esistono oggigiorno addirittura vari tipi di Visual Kei determinati dal sound musicale, testi e stili visivi (outfit e make-up).

Nel brano "Higeki To Kouun No Hana" sono molto presenti elementi alternative e punk, ma come solitamente accade nel Visual Kei la voce è più melodica, rispetto ai brani occidentali che in genere hanno un vocal mood più aggressivo.

In realtà ci sarebbe un lungo discorso tecnico da esplicare ma è sicuramente giusto definire il risultato finale come un incontro di culture differenti."


- in poche parole, come definiresti il tuo stile?


Nell'effettivo J-Rock/Visual Kei


- Quali sono, se esistono, gli artisti dai quali trai maggiormente ispirazione?


"Ce ne sono vari, ma tra le voci che più ammiro soprattutto a livello tecnico ci sono: Freddie Mercury e Gildenlöw dei Pain Of Salvation, mentre per lo stile, seguo molti esempi provenienti da band giapponesi come: Arc~en~Ciel, Fixer, The Gazette, Defspiral, Aiolin e altri artisti/band di stampo J-Rock/Visual Kei."


- nel tuo brano dimostri di avere una voce assai particolare, capace di adattarsi a tante sonorità ed a stili differenti, in futuro ti piacerebbe anche sperimentare una nuova lingua come l'inglese o l'italiano?


"Elementi come la versatilità si acquisiscono oltre che con l'esperienza soprattutto con lo studio, sono dell'idea che anche se si ha una dote un minimo bisogna studiare per controllare e esprimere al meglio se stessi. Il mio percorso canoro inizia proprio con cover in italiano ed inglese, ho passato un lungo periodo tra contest e progetti band con repertori di questo tipo, potrete trovare alcune di queste performance su Youtube. Attualmente non ho in mente di improntarmi su brani originali in italiano o inglese, ma mai dire mai."


E VOI? Avete già ascoltato “Higeki to kouun no hana”, se la risposta è no, il mio invito è quello di abbandonare i propri pregiudizi riguardanti la musica asiatica in generale, e di immergervi, come Shoujy, nel meraviglioso e curioso mondo della J-MUSIC.



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