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I ROLLING STONES ROTTAMANO "BROWN SUGAR". TROPPI RIFERIMENTI ALLA SCHIAVITU'


L’ultima volta che i Rolling Stones l’hanno suonata dal vivo è stato il 30 agosto del 2019 all’Hard Rock Stadium di Miami, Florida. Da allora «Brown Sugar» è finita nel cassetto dei ricordi, malgrado sia la seconda canzone più cantata della band, dopo «Jumpin’ Jack Flash». A spingere Mick Jagger e il resto degli Stones a rinunciare a un punto fermo dei loro concerti fin da quando il brano è stata scritto nel 1969 sono stati gli espliciti riferimenti alla schiavitù, allo stupro e alla violenza sessuale, considerati più che mai fuori luogo e disturbanti di questi tempi.




«Abbiamo cantato “Brown Sugar” ogni sera dal 1970 - ha spiegato Jagger al Los Angeles Times, quando gli è stato chiesto perché la canzone non comparisse nella scaletta dei loro ultimi concerti negli Usa - quindi a un certo punto abbiamo pensato “la togliamo per un po’ e vediamo come va”, ma potremmo rimetterla in scaletta». Per la verità Keith Richards, che scrisse il brano con Mick in 45 minuti nel famoso Muscle Shoals studio in Alabama, è rimasto sorpreso (e scocciato) dalle recenti polemiche sul testo. «Non avevano capito che si trattava di una canzone sugli orrori della schiavitù? - ha detto il chitarrista sempre nell’articolo sul LA Times - . Stanno cercando di seppellirla e in questo momento non voglio entrare in conflitto con tutta questa m***, ma spero che riusciremo a resuscitare la bambina in tutta la sua gloria da qualche parte lungo la strada».



Che sia una scelta giusta o no, non saremo di certo noi a giudicarlo... si tratta semplicemente dell'ennesima vittoria del "politically correct" per un mondo figlio del nostro tempo, distante anni luce da quello di Mick e soci. Migliore o Peggiore? Chi siamo noi per dare una risposta!


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