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PILLOLE DI STORIA A 33 GIRI: RIMMEL, FRANCESCO DE GREGORI

FRANCESCO DE GREGORI E LA DOLCE VENERE DI RIMMEL di Riccardo Soldati


“Pronto Francesco, sono Fabrizio De Andrè. Anche se è inverno perchè non mi raggiungi in Sardegna per scrivere qualcosa insieme?”. Parola più, parola meno, è con questa telefonata che nascerà Rimmel, l’album di maggior successo di Francesco De Gregori. Difatti sarà nella casa di Faber ai piedi della Gallura che nasceranno canzoni come Rimmel, Buonanotte Fiorellino e Pablo.



De Gregori è ancor oggi il Principe della musica italiana e se vi stiate chiedendo il perché significa che non lo avete mai ascoltato. Scarpe Clark’s ai piedi, barba incolta, camicia dentro i jeans e un’attenzione al pensiero dell’elettore medio con tendenza di votare a sinistra che negli anni è svanita in tanti, Venditti in primis. Ma soprattutto testi poetici e a volte ermetici, di quelli che ancora oggi suscitano scritture di libri con varie interpretazioni.


Nel 1975 Francesco De Gregori aveva già pubblicato due album (più un terzo registrato in coppia con Antonello Venditti nel 1972 dal nome Theorius Campus) e aveva già scritto brani che negli anni si riveleranno evergreen della musica italiana come Alice non lo sa e Niente da capire, ma a 24 anni il cantautore Romano sentì il bisogno di alzare ancor di più l’asticella scrivendo un album che ad oggi conta: 17 ristampe su 33 giri, più di 400'000 copie vendute e la posizione numero 20 nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre stilata da Rolling Stone.


E’ il 1975 ed il genio di Francesco De Gregori partorisce Rimmel, più che una canzone un vero e proprio quadro che più invecchia e più affascina: un ricordo struggente di un amore fatto di imbrogli (“i tuoi quattro assi bada bene di un colore solo”) e di vanità (“ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona”). Cavallo di battaglia di De Gregori, il brano è stato scritto in onore di una ragazza, tale Patrizia, a cui era stato già dedicato il singolo “Bene” contenuto nel precedente album.

Su Spotify è il brano di maggior ascolto dell’album con quasi 19 milioni di ascolti.


Pezzi di Vetro, Buonanotte Fiorellino, Quattro Cani e Pablo diventeranno alcune delle canzoni più famose della discografia di De Gregori, quest’ultima vede la particolarità di essere stata scritta in coppia con Lucio Dalla, alcuni anni dopo questa collaborazione porterà ad un tour live chiamato Banana Republic.

Curiosa la storia del brano Le Storie di Ieri: bocciata dalla RCA nel 1974 per via dell’esplicito riferimento a Benito Mussolini, venne inserita da Fabrizio De Andrè nel suo Volume VIII, ormai sdoganata, la RCA inverte la decisione e la inserisce nell’album Rimmel.



La durata media dei brani, che non supera i quattro minuti, rende l'album ancor oggi perfetto per i passaggi radiofonici; stesso discorso per il linguaggio utilizzato in alcune canzoni, permettendo anche ai più giovani di immedesimarsi in esse. Le melodie del disco sono apparentemente semplici da rimanere in testa, ma allo stesso tempo ispiratrici per tanti musicisti negli anni a venire.


Potremmo ricercare in tutto ciò il perché quest’album continua ad essere acquistato, amato e considerato moderno; piuttosto mi piace pensare che il vero motivo sia perché è un album

pieno di sentimento, ed il sentimento non muore mai. Perché anche a distanza di 46 anni “qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure”.





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