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SALMO VS FEDEZ, IL RAPPER SARDO SCOPERCHIA IL VASO DI PANDORA. ECCO COSA È SUCCESSO

Lo scorso venerdì 13 agosto, Salmo si è esibito ad Olbia, sua città natale. L’obiettivo infatti di questo concerto era proprio quello di aiutare la “sua” Regione Sardegna in questo brutto periodo di continui incendi che stanno devastando la zona. Un concerto quindi anche con una buona causa, tutto molto bello se non fosse che tale manifestazione non era stata programmata. Infatti anche se tra alcuni fan correvano voci al riguardo, l’orario e il luogo del live sono stati resi noti solamente poco prima dell’evento.



Il concerto gratuito e improvvisato ha provocato quindi caos e assembramenti, il tutto senza controllo di mascherine, distanziamento o dei green pass; controllo che in questo momento è necessario per la sicurezza di tutti. Di fatto il concerto avrà conseguenze giudiziarie, infatti la Procura di "Tempio Pausania" ha aperto un fascicolo contro ignoti, anche se il comune di Olbia, la Regione Sardegna, la Capitaneria di porto e l'autorità portuale di Olbia si sono detti estranei ai fatti.



Dietro un tale gesto si nasconde tuttavia una protesta nei confronti delle “patetiche regole che lo stato ha imposto sui concerti”, testuali parole di Salmo, e della rigidità rispetto alle manifestazioni sportive. Un concerto quindi con una buona causa e di “rispettabile” protesta, ma perché rischiare la sicurezza di tutte quelle persone in tempo di pandemia dove la sicurezza di tutti è la cosa più importante? E poi... l’amministrazione comunale era a conoscenza dell’evento? Perché ha permesso di montare il palco e di fare il concerto se non sarebbero state rispettate le regole? perché non organizzarlo prima, nei modi e nei tempi?

Salmo ha anche giustificato l’improvvisazione dell'evento dichiarando che un artista non può definirsi come tale se non infrange qualche regola. Ma fino a che punto? In un momento dove la sicurezza è già compromessa dal virus perché correre ulteriori rischi?



L’evento non è passato inosservato e infatti non sono mancate repliche da parte dei colleghi del rapper di Olbia. In primis Fedez che ha criticato aspramente l'accaduto :"Che senso ha fare un concerto mettere a rischio persone, un intero settore e una Regione in difficoltà? Cosa volevi dimostrare?" -ha dichiarato il cantante, continuando poi - "Io non so che accordi tu abbia preso con il sindaco di Olbia e sinceramente non voglio saperlo, ma il fatto che tu sia riuscito a montare un palco alla luce del sole mi fa pensare che più che infrangere le regole tu sia andato a braccetto con le istituzioni malate che te lo hanno permesso". Anche altri come Alessandra Amoroso, Ermal Meta, Gemitaiz si sono visti contrari alla decisione di Salmo. Non è tuttavia mancato chi si è schierato a favore della scelta del rapper olbiese, in primis Francesco De Gregori, il principe della musica italiana ha invitato tutti noi a riflettere sull'accaduto, dichiarando: “Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15.000 in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di 1000 persone sedute e distanziate”.



Le conseguenze sanitarie non sono tardate ad arrivare, compromettendo e aggravando la già complessa situazione sull'isola, costringendo addirittura le istituzioni anche ad annullare il festival internazionale del Mirto che si sarebbe dovuto tenere pochi giorni fa, rimane solo da chiedersi se valeva la pena rischiare così tanto oppure si sarebbe potuto fare diversamente. Una cosa è tuttavia certa, Salmo è riuscito a vincere su tutti i suoi oppositori nel momento esatto in cui ha ottenuto una tale attenzione mediatica: il vaso di Pandora è stato scoperchiato, la difficile situazione ambientale e sanitaria che sta attraversando l'isola, le assurde regole a cui l'intero settore della musica è costretto a sottostare... tutto ciò è finalmente sotto gli occhi di tutti, sarà ora alquanto impossibile per le autorità competenti voltarsi dall'altro lato.



Non sappiamo ancora quale sarà il provvedimento che i vari organi legislativi attueranno nei confronti di Salmo, una cosa è certa però: il suo "sacrificio" ha fatto scattare nei cuori di tutti noi un senso di rivalsa e appartenenza verso quella normalità tanto bramata che rincorrriamo da circa due anni a questa parte.



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