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SANREMO 2021, ALLA SCOPERTA DI TUTTI I 26 ARTISTI IN GARA




Quando durante la finale di Sanremo Giovani del 17 dicembre Amadeus ha svelato mano a mano il cast del Festival 2021, presentando uno a uno i Big, in molti devono essersi chiesti “e questo chi è?“, almeno questa è stata la reazione di mio nonno (Ciao nonno tvb), quando tra una canzone e l’altra ha sentito nominare artisti del calibro “Gio Evan”, “Coma Cose”… e chi ne ha più ne metta: Una ventata d’aria fresca che contribuirà a portare il sound del 21esimo secolo sul palco dell’Ariston (pare insomma che dopo la bellezza di 21 anni ci siano arrivati anche quelli della Rai!!!). Naturalmente, assieme ai tanti nuovi volti, non potevano mancare i soliti veterani della musica Italiana; ma infondo è giusto così, “In medio stat virtus”.

Mai come quest’anno il cast di Sanremo vanta artisti provenienti da una varietà di generi impressionante: si va dal liscio fino all’indie, passando per il pop, il rap ed il rock.


Sanremo 2021: i difetti del cast



Fermo restando che per capire se un cast di Sanremo è azzeccato o meno bisogna sempre aspettare l’ascolto delle canzoni e, successivamente, la storia dei brani al di fuori della kermesse (dei numeri e delloshare ci interessa in questa sede davvero poco), possiamo già individuare il tallone d’Achille di quest’anno: il numero di partecipanti.

Ventisei Big sono tanti. Anzi no, sono troppi, per l’epoca che stiamo vivendo. Sebbene con un numero di protagonisti che promette uno spettacolo di qualità, le maratone del giovedì, del venerdì e del sabato fanno già venire la pelle d’oca. E a un certo punto gli sbadigli saranno talmente numerosi da svilire i protagonisti chiamati a esibirsi per ultimi. Da questo punto di vista si potevano fare ragionamenti differenti. Della serie che se sciaguratamente a qualcuno degli ospiti (tipo Benigni, un nome ““a caso””) venisse (di nuovo) la malsana idea di spiegare in aramaico antico l’intero vecchio testamento, riteniamoci fortunati se entro le 5 del mattino la kermesse giungerà al termine.


SANREMO 2021: I CONCORRENTI



Ci sono delle costanti nella storia di Sanremo, almeno degli anni recenti. Costanti che anche quest’anno sono state mantenute. Ad esempio, c’è l’approdo al Festival del vincitore di Amici. A mantenere l’oramai consolidata tradizione ci ha pensato Gaia, che tuttavia, considerata la grande fama ottenuta, di certo non risulterà poco gradita nemmeno dai più scettici.


una costante è anche la presenza di veterani del Festival, volti noti già adottati dal pubblico dell’Ariston e da quello di Rai 1. La grande novità di questo 2021 è però che i volti noti, eccetto Orietta Berti (che torna in gara dopo 29 anni), sono artisti di certo non troppo maturi: Francesco Renga, Ermal Meta, Arisa, Malika Ayane, Max Gazzè, Noemi, Annalisa… Una media di età che non supererà i 40 anni. E questo dà la cifra di quanto si sia lavorato per un Sanremo davvero giovane.


Sorprende ancora di più però il numero di debuttanti, con qualche azzardo che potrebbe rivelarsi vincente. Willie Peyote è ad esempio un artista che merita un grande palco, ma che in pochi avrebbero pronosticato a Sanremo. Gio Evan può conquistare anche i più scettici, così come Colapesce e Dimartino, o Fulminacci, cantautori e grandi parolieri che potrebbero incantare, oltre che il pubblico più giovanile, anche quella fetta di utenti rimasta legata alla solida tradizione Pop del Festival.



Positiva anche la quota rap, che segue le scelte intriganti dello scorso anno ma si presenta anche con un asso nella manica di livello altissimo: Madame. La giovane rapper di Sciccherie è la protagonista assoluta della scena urban e hip hop degli ultimi due anni, e in pochi l’avrebbero proiettata a Sanremo. Se dobbiamo indicare un colpaccio per il Festival, è proprio la sua presenza. C’è poi Random, che si è già fatto apprezzare dal grande pubblico ad Amici Speciali. E per la prima volta arriva sul palco dell’Ariston Fedez, in coppia con Francesca Michelin, una coppia questa che avrà certamente lasciato senza parole alcuni dei fans di lunga data dei due artisti.


Senza considerare altri debutti molto attesi, al di là del genere, come quello dei Maneskin, di Aiello, dei Coma_Cose degli Extraliscio (e soprattutto di Davide Toffolo). Insomma, ci sono tutte le carte in regola per un Sanremo diverso. La sensazione è che, da Claudio Baglioni in poi, la Rai abbia davvero capito che se vuole dare un futuro a un programma che ha ormai 71 anni, serve guardare di più alle nuove generazioni.


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