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TRA DEMENZA E GENIALITÀ : STORIA DELLA BAND PIÙ ASSURDA MAI ESISTITA IN ITALIA


Molti di noi, per mettere alla prova la nostra memoria da musicisti incalliti (per non dire boomer), proviamo a ricordare le formazioni di alcune tra le band più iconiche della storia della musica : se vi chiedessi la formazione di Queen? Oppure dei Rolling Stone... sono certo che tutti voi (almeno spero) siate capaci di rispondere.

E se invece vi elencassi in questo preciso ordine i musicisti :



Giancarlo Bigazzi

Alfredo Cerruti

Daniele Pace

Totò Savio



Sareste capaci di dirmi di che band stiamo parlando? Probabilmente la maggior parte di voi no.

Poiché in questo mondo "fatto di ruffiani e di puttane a ore" (diceva Guccini), c'è stata una band, priva di grandi musicisti, priva di una grande voce, priva pure di chissà quali mezzi, che ha scritto una delle più belle (e strane) pagine di storia della musica italiana : stiamo parlando degli Squallor (nome al quanto promettente).

Sicuramente vi chiederete il perché di tanto successo, beh, semplicemente poiché i "the squallor", nei loro iconici testi, non dicevano ciò che la gente si aspettava di  sentire, ma bensì quello che ognuno di noi avrebbe sperato di ascoltare, un giorno, all'internon di una canzone : le parole d'ordine di ogni testo erano "demenza e squallidità", una miscela che si rivelerà, col tempo, a dir poco geniale.


La band nasce a Napoli nel 1971 ed esordisce nel 1974, con un album il quale ancora oggi dedicheresti alla madre dell'amico a cui invierai quest'articolo : Troia . (Vada a farsi fottere la censura ♥️)



Gli Squallor hanno raccolto un notevole riscontro da parte del pubblico, nonostante l'iniziale mancanza di promozione diretta, la mancanza di esibizioni pubbliche ed una inevitabile censura da parte delle radio, causa, l'utilizzo di frasi degne dei migliori dialoghi Platonici come " ' e femmene so ' puttane

e ' a vita so ' tutt ' guai "

, registrate in sala d'incisione a notte fonda davanti agli increduli Massimo Ranieri, Mercella Bella e Loredana Berté, i quali assistevano estasiati.



La band esplode negli anni 80, tramite il programma "indietro Tutta", nel quale si esibivano in una serie di Scatch, assieme a Renzo Arbore e Nino Frassica ; in quegli stessi anni, sono incaricati dal regista Napoletano Ciro Ippolito per musicare e recitare nel film parodia "Arrapaho", il quale ottenne un successo enorme e totalmente inaspettato in tutta Italia.


Frequentavamo i cantanti che sono i peggiori scassacazzi mondiali , e ci sfogavamo contro di loro ”. ~Giancarlo Bigazzi




Dopo meno di 30 anni (1994), raggiunto l'apice del successo, il gruppo, causa soprattutto la morte prematura di uno dei componenti, Daniele Pace, avvenuta nel 1985, si scioglie, lasciando alle generazioni future 14 Album, tra i quali " Pompa ", è considerato dalla Rolling Stone uno dei 100 Album migliori della musica Italiana, nei quali sono contenuti capolavori del calibro di " Curnutone ", " Alba Chiava " e " Ricuttar ' nnammurat ".



In un epoca in cui non c’erano ancora gli smartphone, figuriamoci Shazam e Google era una cloaca di siti web dal dubbio design e dal modesto contenuto, pezzi come : Cornutone​​.



“​p' nu vas 'ncoppa 'a 'na zizza, p' stu cazz ca nun s'arrizza senza 'e te, allisceme stu bebbé.”



e “figlio​ ‘e bucchina” sono diventati i cavalli di battaglia con cui apostrofare goliardicamente i propri amici.


Fottersene, sovvertire i canoni, deridere il potere e il culto della personalità, non tirarsela, abbattere la seriosità del pop, improvvisare: ascoltare la band fondata da Alfredo Cerruti, frontman della band deceduto questo 18 ottobre, significa fare un esercizio di libertà.

gli Squallor non erano propriamente degli umoristi d’avanspettacolo che facevano le battute da terza elementare; no, erano dei terroristi che, infatti, oggi sarebbero bannati ovunque, estremi nel loro essere politically incorrect.


Forse c’è una cosa sola nella quale gli Squallor oggi, purtroppo, non sarebbero attuali: quella capacità di non prendersi sul serio, di essere al vetriolo soprattutto con se stessi, mantenendo quella purezza di chi alla musica preferisce il gioco. Chissà, magari quando finirà la paranoia di tutto questo casino virale impareremo la loro lezione di esilarante scetticismo e smetteremo di tirarcela per niente: per ora non posso far altro che dire grazie, Grazie Alfredo, grazie Squallor.

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