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TRIBÙ URBANA, IL NUOVO ALBUM  DI  ERMAL META 




Dopo l’avventura di Sanremo, conclusasi con un terzo posto conquistato e la vittoria del Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, Ermal Meta torna a far parlare di sé, pubblicando lo scorso 12 marzo “Tribù Urbana”: quarto album in studio formato da undici tracce inedite, in cui è compreso il brano “un milione di cose da dirti”. Come ha dichiarato l’artista stesso: «Sono undici fotografie, pillole di storie che fanno il punto di altrettanti momenti, venature di vita. È un album molto urbano, da tanti punti di vista».


L’album si apre con Uno, canzone di ‘gruppo’ dall’andamento corale, con la quale l’artista si occupa di celebrare i valori dell’lavoro di squadra e della condivisione universale. La successiva, Stelle cadenti, sembra invece uscita direttamente dagli anni Ottanta, strofa e ritornello arioso e morbido, di quelli che ascolteresti in radio anche un milione di volte, che richiamano il sound pop italiano tipico di quell’epoca; Ermal Meta si avvale di un’armonia molto semplice e leggera per descrivere tuttavia una storia tormentata: “Se potessimo iniziare le storie all’incontrario, così verso la fine potersi vivere l’inizio”.



Mentre Uno” e “Stelle cadenti” parlano di quanto siamo tutti sotto lo stesso cielo (e lo fanno dal punto di vista di un bambino ricco di speranze), la terza traccia ci riposta sul palco del Festival di Sanremo con la dolcissima “Un milione di cose da dirti”. L’arista ricorda a tutti noi la potenza dell’amore e l’importanza della capacità di amare E’ ciò che allunga la vita, tra promesse e desideri d'imparare a volare. “Il destino universale” incede con tastiere anni ’80 e una storia tragica, quella di una qualunque adolescenza o di un’età adulta nella quale ci si trovi improvvisamente scomodi. Ermal Meta ci ricorda come la vita non sia mai semplice. A seguire è il momento di “Nina e Sara”, protagoniste di una storia d’amore sofferto e non convenzionale; giriamo l’angolo e incontriamo dell’inaspettata elettronica sulle note di “No Satisfaction”.


Dolci note suonate da un piano aprono “Non bastano le mani”, che porta con sé le melodie difficili da intonare, quelle che parlano di un amore finito. Ritmi luminosi ci abbracciano e ci indicano “Un altro sole”, protagonista i un sogno futuristico e ricco di ottimismo. “Gli invisibili” è una canzone sul dolore del vivere, quando si è tra gli ultimi, costretti a vivere sullo sfondo; l’opposto si incontra sulle note pop di “Vita da fenomeni”, tra giochi e realtà. Per chiudere c’è “Un po’ di pace”, intensa, riflessiva, lenta ma focosa.




Tracklist di “TRIBÙ URBANA”

“Uno”

“Stelle cadenti”

“Un milione di cose da dirti”

“Il destino universale”

“Nina e Sara”

“No Satisfaction”

“Non bastano le mani”

“Un altro sole”

“Gli invisibili”

“Vita da fenomeni”

“Un po’ di pace”

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